Donne: rivincite e sconfitte in Europa

C’era un tempo non molto lontano in cui le donne non dovevano e non potevano avere un lavoro…

Oggi la situazione nel mondo e soprattutto in Italia è molto cambiata.

A dirlo è una ricerca condotta dall’Osservatorio sull’Imprenditoria Femminile di Confartigianato che ha indicato l’Italia come prima nazione in Europa per numero di imprenditrici.

Nel Bel Paese infatti ci sono 1.661.000 donne imprenditrici (quasi 20.000 in più del Regno Unito e 200.000 in più della Germania), ma basta aggiungere due semplici parole e la classifica cambia.

L’occupazione delle imprenditrici italiane

In 10 anni le attività artigianali guidate da donne sono cresciute del 2,5% raggiungendo il numero di 181.482 imprenditrici che hanno voluto portare avanti la propria tradizione di famiglia o hanno fondato la propria impresa.

Andando ad analizzare i dati a livello regionale le imprenditrici si trovano soprattutto nel Nord Italia (Lombardia, Emilia Romagna, Veneto e Piemonte) ma nella ricerca spicca anche un’eccezione: la Toscana, situata in quinta posizione.

A livello provinciale in terza posizione compare Roma, preceduta da Torino e Milano.

L’occupazione delle donne con figli

Aggiungendo semplicemente “con figli” la classifica cambia, sbalzando l’Italia nelle ultime posizioni.

L’occupazione femminile nel 2017 tocca il record storico del 49,2%, ma esistono ancora importanti differenze tra la considerazione che si ha delle donne con o senza figli.

Mentre nel primo caso l’occupazione è al 56,9%, nel secondo si ha una variazione percentuale superiore ai 3 punti, andando a toccare i 53,2% di donne lavoratrici.

Se ci si focalizza sull’età e si va a considerare le donne con età compresa tra 25 e 49 anni il divario tra le due categorie si amplia drasticamente raggiungendo il 70,4% ed il 56,7%.

La sconfitta a livello Europeo

Perché si parla di sconfitta?

Ancora una volta la motivazione ci viene data da una statistica: quella delle donne con figli occupate a livello europeo che raggiunge il 71,3%.

Cosa cambia tra noi ed il resto d’Europa?

La mentalità e le agevolazioni dovute alle donne con figli.

Se da un lato infatti esistono ancora sporadiche situazioni in cui il datore di lavoro licenzia la dipendente perché incita; dall’altro sono le donne stesse a licenziarsi dopo la nascita del figlio perché non riescono a coniugare perfettamente vita privata e lavoro, spesso inconciliabili per mancanza di strutture adatte ad assistere proprio queste situazioni.

Nel corso degli anni questa situazione è migliorata anche se la media europea sembra ancora lontana.

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