Blue card: cos’è e perché non ha funzionato

Era il 2008 e l’Unione Europea stava iniziando a parlare di Blue card per contrastare la fuga di cervelli ed attirare stranieri altamente qualificati.

Già presente in America con la Green Card, la Blue card doveva favorire l’integrazione di cittadini extraeuropei con diploma di specializzazione riconosciuto o laureati, con almeno 3 anni di esperienza professionale.

Il progetto aveva l’obiettivo di garantire una concorrenza economica dell’UE nei confronti di Canada e Stati Uniti e di controbilanciare una popolazione europea sempre più anziana.

Come funzionava

La Blue card poteva essere richiesta direttamente nel proprio paese di origine da qualcunque professionista in possesso di un contratto di lavoro di almeno un anno con un’impresa europea.

Per facilitare l’incontro tra le due figure e contrastare i flussi di immigrazione clandestina che troppo spesso caratterizzano questo fenomeno, l’Unione Europea aveva deciso di creare dei veri e propri centri di collocamento in loco.

Gli stranieri qualificati avrebbero avuto molto privilegi: corsia preferenziale di accesso, ricongiungimento con la propria famiglia e possibilità di godere di tutti i diritti previsti dallo stato ospitante.

I dati connessi alla blue card

Il Financial Times nel 2009 aveva stimato che questo progetto avrebbe permesso di integrare 20 milioni di persone in 20 anni.

I dati registrati dall’Unione Europea non sono stati così ottimisti: nel corso di 4 anni (dal 2012 al 2016) sono state concesse 68.580 blue card, circa un terzo di quelle stimate.

Perchè questo calo?

Le motivazioni possono essere collegate sia ad un suo scarso utilizzo da parte dei 25 paesi membri, che ad alcune problematiche collegate alla carta stessa.

Nel 2016, sulla base di quanto rilasciato dall’UE, il progetto è stato promosso soprattutto dalla Germania (ne ha concesse 17.630) ed è stato utilizzato solamente da 9 paesi.

Per quanto riguarda le professioni richieste, 18.904 carte su 20.979 non ne hanno identificata alcuna, 638 sono scienziati, 541 manager, 340 informatici e 35 sanitari.

Perché la nuova Blue card funzioni sarà necessario avere un nuovo piano di promozione che riesca a fare dell’Unione Europea non solo una meta di passaggio per gli Usa e l’Australia, ma una vera e propria opportunità per ricominciare senza rinunciare alle proprie passioni.

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