Cosa succede dopo l’Università?

Cosa faremo dopo l’università? Qualcosa ci inventeremo.

È questa la frase conclusiva del film “Smetto quando voglio – Ad Honorem”, ma siamo proprio sicuri che sia così lontana dalla realtà?

Avevamo già parlato di disoccupazione giovanile, oggi torniamo a parlarne prendendo spunto da questo capolavoro cinematografico che ha già incassato 1.036.690 € in soli 3 giorni.

Ci si iscrive all’università seguendo le proprie passioni, pensando che una laurea ci permetterà di fare il lavoro dei propri sogni, di guadagnare abbastanza per mentenere il proprio stile di vita.

La verità però è che si inizia l’università pieni di speranze, ci si impegna per ottenere buoni voti, finirla in tempo, ma si finisce quasi sempre per rimanere delusi ed arrabbiati da un mondo del lavoro con poche possibilità per i giovani laureati senza esperienza lavorativa.

I dati di AlmaLaurea

Il rapporto di AlmaLaurea 2017 ha evidenziato che:

  • professioni sanitarie ed ingegneria permettono di trovare lavoro più facilmente;
  • percorsi psicologici e geo-biologici sono le categorie più in difficoltà;
  • al contrario di quanto si possa pensare sono le lauree brevi ad avere la meglio sulle magistrali (i laureati triennali in media trovano lavoro dopo un anno, gli altri dopo 3);
  • è presente ancora molta disparità sia tra generi, che tra nord e sud Italia (trovano più facilmente lavoro gli uomini e chi risiede e/o hanno studiato al Nord);
  • chi ha almeno un genitore laureato spende più tempo nella ricerca del lavoro poiché non si accontenta, ma è più ambizioso;
  • il voto di Laurea è importante ma lo è ancora di più l’essersi laureato in tempo, sarà forse merito dei molti incentivi per assumere giovani ma si privilegia proprio l’età del candidato.

Renzo Piano, famoso architetto, in un’intervista a questo proposito ha detto:

“ l’università deve dare le nozioni, gli strumenti, ma oltre una certa età (22-23 anni) non serve più dare troppe informazioni. Ciò che è veramente importante ora è l’esempio, la pratica”

Esistono alcune caratteristiche che possono aumentare la probabilità di essere scelto per un primo colloquio (starà a voi dimostrarle poi a vostro interlocutore durante il colloquio):

  • competenze informatiche,
  • tirocini e stage compiuti,
  • esperienze di studio all’estero,
  • conoscenza delle lingue.

Quanto guadagna un laureato?

Dipende dalle professioni.

Tra gli stipendi più bassi ci sono i neo-laureati in psicologia e storia dell’arte che cinque anni dopo la laurea arrivano a pocco più di 1.000€ al mese.

Per gli ingegneri si parte da 1.100 di ingegneria edile (1500 dopo 5 anni) e si arriva a 1480 (1620 dopo 5 anni) per l’ingegneria elettrica.

Scienze della comunicazione, spesso chiamata “scienze delle merendine”, in realtà non è così “inutile” come molti pensano: guadagna di più  (in media 1.150€ per il primo anno) e lavora più spesso della media dei neo-laureati italiani.

Questi dati sono il frutto dell’indagine di Alma Laurea ma dobbiamo sottolineare come non siano certe le indicazione riguardanti la crescita salariale pochè la persona intervistata non è stata la stessa per tutti e 5 gli anni.

L’imprenditorialità

Il rapporto di unioncamere mostra come il 52,4% di imprese che si occupano di comunicazione e servizi di internet siano state fondate da under 35, mentre la percentuale sale al 60% se consideriamo il commercio, le costruzioni, il turismo e l’agricoltura.

È proprio in questi dati che trova un senso quel “qualcosa ci inventeremo” prima citato.

Non sarà facile partire da zero, le cose potranno non andare subito come vorrete ma esistono condizioni ed incentivi che vi faciliteranno la strada.

Solamente osando, sperimentando ed innovando avrete molto più soddisfazioni e creerete qualcosa di unico ed innovativo.

È così che la vostra fatica ed il vostro impegno verrà ricompensato, dal lavoro che avrete sempre sognato, in cui avete scelto di credere, di investire, per quello che sarà un futuro migliore,

il futuro dei giovani.

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