Disoccupazione giovanile: le manovre del governo per contrastarla

La disoccupazione giovanile scende da 35,7% a 35,1% ma siamo ancora terzi nella classifica OCSE

Era il 2014 quando l’Unione Europea creò Garanzia Giovani, un percorso formativo che avrebbe dovuto facilitare l’ingresso degli under 30 nel mondo del lavoro.

Nonostante i costanti sforzi del governo però il numero di giovani disoccupati supera ancora di molto la media Ocse (ferma al 5,8%), solo 6 giovani su 10 trova lavoro entro 3 mesi dalla laurea e percepisce uno stipendio di circa 600 euro.

Quali iniziative propone il governo per il 2018?

Incentivi all’autoimprenditorialità

Per i giovani under 29 che puntano all’imprenditorialità lo stato propone uno sconto del 50% dei contributi per i primi 3 anni di attività, così da facilitarli in questo primo periodo, fondamentale per il proprio lancio.

Questa non è una novità ma, mentre prima potevano accedervi solo i liberi professionisti, oggi è stata estesa anche ai professionisti senza cassa (non iscritti a nessun albo professionale).

Bonus per chi assume giovani

Le aziende che assumono giovani under 35 a tempo inderminato hanno uno sconto del 50% dei contributi dovuti all’Inps per i primi 3 anni di contratto.

Il tetto massimo di sgravio annuò è di 4.030 euto ed è prevista anche una clausola anti-licenziamento per garantire al giovane assunto un determinato periodo minimo in organico.

Incentivi apprendistato (alternanza scuola lavoro)

Per le aziende che decidono di assumere a tempo indeterminato ragazzi che hanno svolto stage o apprendistato nella stessa azienda, lo stato propone un’esonerazione totale dai contributi per i primi 3 anni di contratto.

Prerequisito fondamentale è che non siano passati più di 6 mesi dal conseguimento del titolo di studio o della qualifica.

Bonus per chi assume disoccupati che non studiano

Le aziende che assumono under 29 che non studiano o non lavorano hanno diritto ad un esonero totale dai contributi per il primo anno (scenderà al 50% nei successivi 2).

Incentivo sud

Già presente nel 2017, propone l’esonero totale dei contributi per le aziende che decidono di assumere nelle regioni del Mezzogiorno con contratti a tempo indeterminato ed apprendistati (non sono previsti contratti di lavoro domestico e voucher).

Come nel caso precedente l’esonero è totale per il primo anno e dimezzato nei successivi 2.

Alcune di queste erano già presenti nel 2017 ma sono state potenziate per fare del 2018 un anno migliore per la disoccupazione giovanile italiana.

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